Anonimo said: La persona con cui stai adesso è quell'amico a cui ti eri avvicinata dopo tanto tempo? :) ahahahah ti seguo da anni :)

Oddio bella/o che sei! 

Se ho capito bene di chi stai parlando, ossia F., no non è lui… E’ una persona (relativamente) nuova, di cui non ho mai parlato in modo esplicito perché non mi fidavo di chi avesse potuto leggere, ma ora non devo più nascondermi :) La persona con cui ora sto è un mio coinquilino, ci siamo avvicinati parlando tanto, lo accompagnavo in balcone a fumarsi la sigaretta e la pausa invece di minuti diventava di ore, due precise ogni volta, e così si facevano le sei, e il pomeriggio era già quasi al termine e con lui la possibilità di studiare. Una sera ci mettemmo a parlare dopo cena e facemmo le cinque del mattino, ce ne rendemmo conto quando decidemmo di aspettare le sette per andare a fare colazione al bar, e solo allora ci facemmo un caffè, ma prima il sonno non ci aveva ancora sfiorato… 

Ricordo ancora il primo giorno che tornai nella mia casa universitaria dopo la pausa estiva e trovai lui con l’altro coinquilino, i “nuovi”, quelli di ventisette anni che non ci avrebbero mai filate, li salutai e lui ebbe da ridire sulla mia maglia di Harry Potter, al che mi girai nel corridoio e gli dissi offesa “oh, ma che vuoi? Ma chi ti conosce?!” E da quel momento parlammo, parlammo, parlammo… E lo scoprii sempre più affascinante, sempre più simile a me, sempre più bello…

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3 ore fa

Anonimo said: In pratica era tutto sempre uguale? Ma a parte questo, ti faceva piacere trascorrere del tempo con lui oppure anche quello era diventato troppo monotono?

Mi faceva piacere sì, ma non come dovrebbe essere in un rapporto… In più spesso calavano dei silenzi pesanti che non sapevano essere riempiti se non discutendo, perché non facevo che lanciargli frecciatine riguardo alla realtà che stavamo vivendo, volevo dirgli tra le righe “non vedi che qualcosa non va?” “non vedi che non è più ime prima, che io non ci sono e tu non mi cerchi?”, io c’ero, lui c’era, ma non c’eravamo.

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3 ore fa

Ritenersi una secchiona (alias “senso di autoefficacia percepita”) quando…

giunge la sera e sei soddisfatta di aver fatto il tuo dovere di studentessa.


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4 ore fa

Anonimo said: se non sono troppo invadente, hai detto che è finita per mano tua. Era finito l'amore?

Non penso che l’amore finisca, penso che si trasformi, e il mio si era trasformato in qualcosa che non apparteneva più a un amore equilibrato, era diventato così parte di me da essere una presenza troppo familiare, ed in più sentivo di non star crescendo più insieme…Nessuno dei due stava crescendo più, arrivavamo sempre alle stesse domande, agli stessi punti, avevo la (triste) percezione che tutto ciò che avesse potuto darmi e darci, lo avesse dato. Ho scelto di cambiare, di buttarmi nel vuoto, di dire no a una storia ormai preconfezionata, dove tutto era stato già scritto e c’era già chi si aspettava una nostra vita insieme; ho scelto di vivere per me non per accontentare le aspettative altrui; ho scelto di fare un salto nel buio, nel vuoto, di camminare senza sapere cosa ci sarà dopo il mio prossimo passo… Tutto questo perché la persona con cui attualmente sto è una persona di cui mi sono sempre fidata, sempre e da sempre, dal primo giorno che l’ho conosciuto, mi ha preso per mano in silenzio, nell’ombra, ed io non gliel’ho più lasciata.

Siamo due pazzi con la voglia di rinascere.

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13 ore fa

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13 ore fa

"Do not pity the dead, Harry. Pity the living, and, above all those who live without love."

-J.K. Rowling, Harry Potter and the Deathly Hallows (via ocean-of-unsaid-words)

Anonimo said: e ora sei di nuovo innamorata? intendo dopo A.

Sì, perché lui è fantastico… :)

L’Aquila bella mé.

Il fastidio dei turisti che dopo anni vengono a fotografare i danni della mia povera città che non può far altro che mostrarsi, indifesa, colpita, non solo architettonicamente ma anche nell’orgoglio.


A Me

Riprenditi il tuo tempo, Ali. Riprenditi gli spazi, riprenditi gli impegni, riprenditi la libertà di decidere di non fare niente.
Mettiti la crema, improfumati, allisciati i capelli, pettinati.
Guardati allo specchio, nuda, poi con i vestiti.
Sorridi, vogliti bene. Non giudicarti.
Lascia che la musica ti riempia la testa, chiudi gli occhi. Senti.
Concediti il lusso di occupare spazio, tempo, stanze, testa, cuori.
Concediti senza pensare alle conseguenze, se ti fa stare bene.
Goditela. Goditi i sorrisi, le mani incrociate, le carezze, gli abbracci, i baci, i sospiri, i respiri, gli occhi chiusi, gli occhi aperti, i corpi intrecciati, le notti insieme, le sveglie presto, i “buongiorno” assonnati, gli odori, i sapori, la pelle, il calore, i brividi, il piacere.
Non pensare a cosa c’è dietro se il cuore batte più forte per non usare le parole, gli occhi attratti e impauriti insieme, se non sai cosa ci sarà nel futuro.
Le cose si risolvono, tutto si risolve.
Pensa all’oggi, a ogni attimo insieme, ogni bacio rubato, ogni sentimento espresso. Gelosia, passione.
Pensa a quello che dite e sentite, come parlate, i discorsi che fate, le ore che volano, la spesa insieme, i baci nel corridoio, la penombra, l’ombra, la notte e l’alba.



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5 giorni fa

Il primo giorno (di scuola) che vorrei. D'Avenia


"Il bambino cercava di trasformare in gioco il più perfetto dei dolori. Ma il dolore per definizione non ha regole, canoni, leggi: è irregolare, asimmetrico, illegale."

-Cose che nessuno sa. D’Avenia
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